OPERA DI AMORE E DESTINO- I canti di Tagore nella trascrizione di Alain Danielou
Ago 24th, 2007 by admin
Opera di amore e destino Poesie del premio Nobel per la letteratura Rabindranath Tagore, musicate da Alain Danielou, suo amico e collaboratore, in un opera per voce, danza, musica e recitazione eseguito dalla danzatrice odissi Ileana Citaristi, dalla cantante di dhrupad e docente di Storia della musica indiana Francesca Cassio, e dal pianista Ugo Bonessi, abile esecutore del repertorio francese di primo Novecento e delle musiche di Gurdjeff. L’esecuzione verrà intervallata da una lettura in italiano delle poesie ad opera dell'attore Claudio Di Palma. È un concerto di alcuni tra i più bei componimenti di Rabindranath Tagore, premio Nobel per la letteratura nel 1913, nella veste musicale che ne diede lo stesso poeta.Si tratta di dieci liriche in forma di canzone, recitate e danzate, qui proposte nella trascrizione per voce e pianoforte curata dal musicologo francese Alain Danielou, amico e collaboratore di Tagore. La semplicità e il lirismo delle melodie di questo repertorio, meglio conosciuto come Rabindra Sangeet, vengono sublimati attraverso le armonie di sostegno che Danielou ha sapientemente elaborato. L’adattamento scenico di queste canzoni intende creare una sintesi tra la terra originaria del grande poeta Rabindranath Tagore, l’India dell’Est con la sua ricca cultura di danza e musica millenarie e la sensibilità occidentale del piu grande tra gli studiosi di questa realtà, Alain Danielou, considerato un pioniere negli studi della musicalità e poetica indiane. Un omaggio a questi due grandi artisti non può che riflettere il loro carattere pluralistico e universale e comprendere forme di espressione sia visive che musicali. Letteratura, musica, recitazione e danza in una composizione che traduce visivamente gli impulsi poetici e musicali in forme danzate e recitate. Un’ opera come si intende anche secondo la tradizione bengalese, dove antichi racconti del floklore popolare venivano e ancora vengono narrati sotto forma di canzoni recitate e cantate dai menestrelli locali. Nella tradizione drammaturgica indiana musica poesia e danza si sono sempre incontrate per ricreare la magia di una rappresentazione che ha lo scopo di trasmettere il messaggio divino attraverso la gestualità del corpo e la vibrazione delle noti musicali. L’opera segue un percorso in cui si alternano passaggi di poesie cantati da una voce solista accompagnata da pianoforte, recitati da un attore in palcoscenico e danzati da due danzatori su accompagnamento ritmico di sottofondo. A volte queste fasi si susseguono a volte si giustappongono, cosi come anche la partitura musicale fornita in trascrizione occidentale da Danielou si alterna con le espansioni musicali sullo stesso tema melodico create dal compositore indiano e tradotte in coreografie danzate dai due ballerini. Il filo conduttore è fornito dall’attore, il poeta stesso, che esprime al pubblico i quesiti del suo animo attraverso i suoi versi poetici. Durata: 80 minuti Regia: Nadia Baldi Coreografia: Ileana Citaristi Musiche originali: Rabindranath Tagore nella trascrizione di Alain Danielou Inserti musicali: Laxmikanta Palit Cantante: Francesca Cassio Pianoforte: Ugo Bonessi Percussionista: Sachidananda Das Danzatori: Ileana Citaristi, Saswat Joshi Attore: Claudio Di Palma Prodotto da: Associazione Saraswathi (di Ileana Citaristi) Responsabilità Organizzativa: Teatro Segreto Coprodotto da: Centro Studi Alain Danielou Fondazione Harsharan ILEANA CITARISTI Vive in India nella regione dell’Orissa dal 1979, dedita allo studio e alla ricerca sui due stili di danza classica indiana, Odissi e Mayurbhanji Chhau. Per lo stile Odissi si è formata alla scuola del famoso guru Kelucharan Mohapatra, raggiungendo un livello di professionalità tale da essere considerata “l’unica esponente straniera degna di essere citata in qualsiasi trattato sulla danza indiana del periodo moderno”.Ileana viene regolarmente invitata a partecipare nei maggiori festival di danza in India, dove riscuote entusiasti consensi di pubblico e di critica; è inoltre impegnata in studi di ricerca su vari aspetti di cultura indiana e nell’insegnamento di due stili di danza. Insieme al suo gruppo di musicisti si è esibita in Italia, Olanda, Germania, Francia, Argentina, Malesia, Giappone, Australia, Stati Uniti, South Korea e Canada.Nel 1992 le è stato conferito il premio “Leonide Massine per l’arte della danza” a Positano, nel 1994 il titolo di “Rasa Ishwari” a Mumbai e nel 2006 ha ottenuto il titolo di “Sanskuti Shiromani” da una prestigiosa istituzione di Mumbai. Nel 1996 ha ricevuto dal Governo Indiano il “National Award” per la migliore coreografia e FRANCESCA CASSIO Cantante ed etnomusicologa specializzata nei repertori vocali dell’India del nord. Attualmente docente di etnomusicologia e canto dhrupad (presso l’Università di Trento e presso il Conservatorio A.Pedrollo,Vicenza)Autrice del libro “Percorsi della voce. Storia e tecniche esecutive del canto Dhrupad nell’India del nord” (Ut Orpheus,Bologna, 2000).Dal 1995 ha risieduto in India studiando con: Ustad Rahim Fahimuddin Dagar, Amelia Cuni, (New Delhi), Girija Devi, Ritwik Sanyal ( Benares)Come cantante ha eseguito jazz e forme contemporanee di fusione tra la musica occidentale e quella indiana,attraversando diversi generi musicali (dal pop ala musica classica contemporanea),con numerose registrazioni e concerti in Italia e all’estero. Ha lavorato con compagnie teatrali di rilievo internazionale, realizzando incisioni anche per la Radio (RAI, Radio Vaticana) Cinema, e Televisione (RAI, Mediaset e Delhi Doordarshan 1-India) Tra le collaborazioni:Luis Bacalov, Talvin Singh, Robert Miles, Ravi Shankar, Susanna Tamaro, Nicola Piovani, Grazia Di Michele, Roberto Laneri, David Riondino, Bruno Zambrini, Govinda, Gamers in Exile, Ruggero Cappuccio, Ensamble Bradamante, Paolo Vivaldi, Taffetas. UGO BONESSI Diplomato in pianoforte con il M° Fausto Di Cesare. Ha studiato al DAMS dell’Università di Bologna.Ha promosso e partecipato a rassegne sulla musica russa sotto l’Alto Patrocinato dell’Ambasciatore dell’URSS, e inoltre su Eric Satie e su Alexander Skrjabin ed altri autori, sia come solista che in duo pianistico, in orchestra e, soprattutto, nel duo canto e pianoforte. Come musicologo ha collaborato con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana “Treccani” ed ha pubblicato articoli e tenuto conferenze sulla musica classica occidentale e sulla musica araba e indiana.Negli ultimi anni si è esibito come solista in Olanda (Zuideramstelkanaal Theatre, Amsterdam) e in Repubblica Dominicana (Teatro Nacional – Teatro de las Bellas Artes, Santo Domingo). Attualmente le sue registrazioni in CD sono pubblicate da “Terzo Millennio”. SASWAT JOSHI Saswat ha iniziato a danzare alla tenera età di 5 anni nel suo villaggio natio situato nella zona occidentale dell’Orissa. Ha continuato il suo apprendistato alla Odissi Research Center di Bhubaneswar sotto la guida della maestra Kumkum Mohanty ed èora associato all’Accademia di danza Art Vision dove non solo continua il suo trainig con la ballerina Ileana Citaristi ma anche la accompagna come ballerino maschile nei suoi spettacoli.Ha ottenuto il titolo di Visharad dalla università di Chandigarh dove si è laureato nella disciplina di danza Odissi con i massimi risultati.
NADIA BALDI E-mail: teatrosegreto@fastwebnet.it TEATRO -Regia 2006 a Dicembre è regista dell’opera lirica Il piccolo spazzacamino di Benjamin Britten con la direzione d’orchestra di Stefania Rinaldi al Teatro San Carlo di Napoli. A maggio debutta con la regia dello spettacolo “Frank Zappa a stranger” con Gea Martire e Daniele Sepe per la direzione d’orchestra di Eugenio Ottieri al Teatro Comunale di Caserta . Nello stesso anno inoltre è regista dell’opera lirica Bastiano e Bastiana di W. Mozart diretta dal Maestro Gabriele Bonolis che debutta al Teatro Comunale di Benevento. 2005 è regista dello spettacolo La morte della bellezza di G. Patroni Griffi che debutta in prima nazionale al festival BENEVENTOCITTA’SPETTACOLO. Settembre 2004 è regista dello spettacolo Volèe scritto da Alberto Severi con Francesca Gamba e Enzo Mirone che debutta in prima nazionale al Teatro Nuovo di Napoli nell’ambito del Festival SportOpera. Settembre 2003 è regista dello spettacolo De Sade Madame tratto da Y. Mishima che debutta in prima nazionale al Festival Città Spettacolo di Benevento. A marzo 2003 cura la regia di ECHIdiVERSI con Cloris Brosca che debutta in prima nazionale a Napoli nella stagione di prosa del Theatre de Poche. 2002 è regista dello spettacolo “Reverie du Macbeth” da W. Shakespeare che debutta a Napoli nella Stagione Teatrale 2002 curata da Ruggero Cappuccio “La Scena Segreta”. A Dicembre firma la sua prima regia lirica di un’opera dei primi del ‘900 “FAÇADE” di William Walton per la direzione d’orchestra del Maestro Stefania Rinaldi presso il Conservatorio di Potenza. TEATRO SEGRETO Teatro Segreto è un organismo di produzione e perfezionamento teatrale riconosciuto dal Ministero per i beni e le Attività Culturali diretto artisticamente da:Ruggero Cappuccio, regista nato a Napoli nel 1964.• Regista di opere liriche• Regista teatrale e cinematografico.• Drammaturgo• Giornalista collaboratore per la pagina della cultura del Mattino• Regista collaboratore per Raiuno, Radiodue, Radiotre; e dal legale rappresentante e presidente Nadia Baldi nata a Salerno nel 1966:• Attrice• Regista La nascita e fondazione di Teatro Segreto nel 1996 rappresenta la naturale evoluzione di un progetto di lavoro nato a Napoli nel 1988. L'incontro elettivo e selettivo di artefici e inventori di scena ha dato vita ad una drammaturgia unitaria ed organica che ha fatto della scrittura di Ruggero Cappuccio una partitura di lavoro in cui attori, musicisti, scenografi, pittori, costituiscono una fonte energetica e creativa inseparabile e inseparata dal testo e dalla visione registica. E' cresciuto così, uno stile espressivo tagliente, vitalissimo, all'interno del quale l'attore non è declassato al rango di mera figura strumentale e inconsapevole delle ispirazioni e tendenze di un'impresa economico-teatrale, divenendo invece elemento prezioso ed integrante di una volontà espressiva nuova, incurante dei condizionamenti del mercato e del botteghino. L'attore, l'autore, il regista, ricercano sintonie vicendevoli per raggiungere l'armonia di una comunicazione in cui lo spettatore, senta, con-senta e potenzi insieme con gli artisti in scena il valore e la bellezza del vedere divenendo partecipi della natura più intima e appunto, segreta dell'evento scenico. Le modalità di questa esperienza consistono nell'origine di uno studio permanente che si è arricchito, negli anni, di forze espressive sempre nuove, spesso giovanissime, attinte sovente all' interno di laboratori e seminari tenuti nelle maggiori città italiane nonché da un'esperienza scenica ininterrotta che da Salerno ha preso ad irradiarsi in Italia ed all'estero fin dal 1991. Esperienza concentrata nel raffinamento continuo di un potenziale artistico che cresce con la scrittura di Ruggero Cappuccio e che quella scrittura ispira e rinsangua, in un rapporto di perfezionamento speculare. L' itinerario fino ad oggi percorso testimonia la saldezza di un organico teatrale in grado di progettare in assoluta autonomia espressioni artistiche di riconosciuto, altissimo livello, registrate dalle notevolissime segnalazioni della critica italiana e dalla formazione di un pubblico ormai numeroso e attento agli eventi di scena allestiti da Teatro Segreto. La creazione di uno stile di lavoro in cui l'uso della parola come segno sonoro, l' approfondimento della grande tradizione teatrale europea mutuata da lingue di scena come il veneziano, il napoletano, il siciliano, nonché la conseguente rilettura del potenziale estetico in esse contenuto, e in fine la caparbia messa a fuoco di una metodologia di lavoro inedita per modalità e risultati, fanno dell'attività di Teatro Segreto una presenza rara nel panorama teatrale italiano. E' inevitabile evidenziare come lo sforzo creativo abbia richiesto impegni produttivi notevolissimi al momento ripagati largamente solo dal consenso e dalla attenzione raccolti da pubblico e critica. E questo consenso mai passivo (perchè non giocato sulla falsa riga di vecchi moduli commerciali), sollecita e incoraggia la riflessione sulla necessità di rafforzare la presenza di un teatro di qualità in Italia. L' isterilimento delle proposte artistiche nel panorama delle nostre scene nazionali rischia di inabissare sempre più il livello di fruizione e di comprensione del pubblico. Mentre lo sostenevamo, in teoria, oggi ne ribadiamo la convinzione grazie al conforto dell' esperienza. Dal confronto con spettatori e teatri diversi, dalla presenza nei circuiti ETI e nelle sale a conduzione privata, dall' effettivo e reiterato appuntamento del "Tutto esaurito", anche nella grandi platee, Teatro Segreto, trae fondamenti per un lavoro di scena che annulli le differenze tra divertissement e profondità, tra filosofia e storia, tra carne e intelletto, tra sensi e spirito, tra l' alto e basso e di tutto questo sia sintesi per elevare il livello del pubblico a quello dell'arte e non viceversa.
I canti di Tagore nella trascrizione musicale di Alain Danielou
nello stesso anno le è stata assegnata dal Ministero della Cultura Indiano una “fellowship” per svolgere ulteriori ricerche nel campo della danza. Ha inoltre scritto illibro “The making of a guru” sulla vita del maestro Kelucharan Mohapatra. Ha fondato la sua Accademia di Danza, Art Vision, aBhubaneswar nel 1994, dove insegna i due stili di danza Odissi e Chhau ad allievi sia locali che stranieri. Dal 2004 fa parte dei docenti dell’ISTA, the International school of Theatre Antropology diretta da Eugenio Barba. Nel marzo del 2006 il PresidenteIndiano le ha conferito il prestigioso titolo di PADMASHREE per il suo contributo alla diffusione e alla conoscenza della danzaOdissi. Ileana è la prima danzatrice non Indiana a ricevere questa onorificenza.
Nata il 24 Aprile 1966 a Salerno.

























